Bernardeschi

Ventitreesima giornata: le formazioni

Non si fa in tempo a commentare i pessimi risultati delle italiane in Europa che subito bisogna ritornare con la testa al campionato. Venticinquesima giornata per la Serie A, ventitreesima per l’Hyboria League. Brividi in alta quota con quattro delle prime cinque del Campionato che incroceranno gli spadoni in due sfide il cui esito è difficilmente pronosticabile. Partiamo, seguendo come sempre l’ordine alfabetico, dalla capolista Ophir che farà visita ad Aquilonia.

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I risultati della ventesima giornata

Se avessimo dovuto scegliere un titolo fuori da quello canonico per presentarvi i risultati di questo ventesimo turno di campionato non ci sarebbe rimasto che utilizzare un adattamento dell’ultimo twit del live “Tutta l’Hyboria League minuto per minuto” pubblicato ieri sera durante il posticipo Roma-Sampdoria.

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Diciannovesima giornata: le formazioni

La sessione invernale di calciomercato stenta a decollare in Serie A e con essa stentano a decollare scenari rivoluzionari anche in Hyboria League. Solo 10 fino ad ora le slot che si sono liberate. Se da qui al 31 gennaio dovesse cambiare poco o nulla molto probabilmente i colpi di scena sarebbero davvero pochi. Mai dire mai comunque viste le tante sirene in uscita che agitano le ultime ore, soprattutto in casa Roma. Mentre aspettiamo sviluppi non possiamo non ripartire con una seconda parte di stagione che promette scintille, a cominciare da questa diciannovesima giornata ricca di scontri diretti in cui sarà vietato sbagliare.

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I risultati della diciottesima giornata

Eccola la prima vera fuga. Con un colpo di mano pronosticabile, ma non in queste proporzioni, Ophir si è presa da sola tutta la scena trascinata da un Ciro Immobile che sembra tornato definitivamente sui ritmi martellanti di inizio stagione. La franchigia dello scudo ha piegato la resistenza di una rivitalizzata Nemedia per la quale vale il grandissimo rimpianto di Coda in panchina.

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Diciottesima giornata: le formazioni

E siamo giunti al giro di boa carissimi amici. Chi ci avrebbe scommesso qualche centesimo? Forse solo Amendola oltre al sottoscritto. L’Hyboria League si affaccia al 2018 con l’ultima giornata del girone d’inverno. In lizza per il simbolico titolo di metà stagione, in Campionato, ancora ben tre franchigie: Ophir, Stygia e Argos. Favoriti i Golden Shields che avranno la partita sulla carta più facile, in casa contro la modesta Nemedia. Sfide molto più complicate per Ophidians e Mariners impegnate rispettivamente in trasferta contro Brythunia e Aquilonia.

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Sedicesima giornata: le formazioni

Quest’anno la Lega calcio ha avuto la brillantissima idea di metterci sotto pressione anche in “zona Natale“, ma noi sappiamo farci trovare pronti anche tra un cappelletto in brodo, una soppressata, una fetta di pandoro. Eccoci dunque qui a presentarvi questa ricca sedicesima giornata di Hyboria League dominata dal big match in cui la capolista Stygia ospiterà Ophir in una partita che potrebbe già rivelarsi decisiva. Ma andiamo con ordine.

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Bentornato, speriamo, Jojo

Firenze e la Fiorentina sono sulla bocca di tutti da oltre un mese. Tanti addii importanti, un progetto sportivo in frantumi e l’ultima coltellata, quella di Bernardeschi, veramente indigeribile per la città e per i tifosi. Ognuno ha un pezzo di ragione dalla sua: Federico non è come Donnarumma, ha meno tempo dalla sua parte. E adulto e ha ormai 23 anni. E’ più che legittimo che gli sia consentito si scappare da questo naufragio viola prima di affondarci insieme e di “buttare al vento” la carriera (che poi il concetto di buttare al vento è sempre una questione di punti di vista). Come dargli torto. Magari però avrebbe potuto evitare di andare proprio a gobbilandia ribatteranno, altrettanto a ragione, i tifosi.

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Fuori le palle…a metà

Non è stata una tragedia come il Saul di Vittorio Alfieri ma l’amaro in bocca rimane. Quasi un’ora di un’ottima Italia in tutti i suoi effettivi (Petagna a parte) non sono bastati per aver ragione di una Spagna nettamente superiore dal punto di vista tecnico e notevolmente più matura. La corretta distanza tra i reparti, le chiusure puntuali di difensori e centrocampisti sulle (poche) sbavature, il pressing e la concentrazione hanno fatto sì che gli azzurri potessero giocare per un’ora intera alla pari con le furie rosse.

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