Un’impresa dalla quale provare a ripartire tutti

Quanto sto rosicando per essermi perso una serata storica come quella di ieri sera. Maledetto torneo di calcetto! Che io poi lo detesto il calcio a cinque ma mi sono fatto tirare in mezzo da alcuni amici a novembre e adesso me lo devo ciucciare tutto fino a maggio. Mi cerco i guai con la lanterna come stile di vita, lo so. Pazienza, ormai è andata così…

Tornato a casa ho rivisto subito gli highlights della partita. Che spettacolo!! Non mi hanno restituito le emozioni che avrei potuto vivere seduto sul divano, davanti al televisore del salotto. Mi hanno comunque trasmesso delle sensazioni che non provavo da tantissimo tempo. Lo scrivo da italiano e non da romanista. Io non tifo per i giallorossi ma in Europa tifo per tutte le italiane. E lo faccio proprio perché, in momenti duri come questo, bisognerebbe compattarsi per sostenere un movimento calcistico in crisi di risultati ma che ha pur sempre fatto la storia del calcio mondiale, sia a livello di club che a livello di nazionali. Noi siamo quelli che molto spesso non c’arrivavano con la tecnica ma sopperivano con la tigna. Noi siamo quelli che Cruijff e il suo calcio perfetto ridevano di Desailly e Massaro e poi quattro pappine e a casa. Muti. A proposito di Barcellona…

Abbiamo alcune società che possono sempre giocarsela. Quella che è mancata nell’ultimo decennio è stata soprattutto la mentalità. La mentalità sposta gli equilibri spesso più ogni altra cosa. Lo ha dimostrato la Juve in questi ultimi anni raggiungendo due finali di Champions League ed eliminando squadroni come Barcellona e Real Madrid (senza contare la rapina che gli uomini di Allegri subirono contro il Bayern Monaco nel secondo anno di panchina del tecnico toscano). Lo ha dimostrato la piccola grande Atalanta ad un passo dall’impresa col Borussia. Lo sta dimostrando la Lazio che, pur non avendo affrontato ancora avversari blasonati, sta comunque marciando a suon di gol in Europa League. Se non fosse mancata la mentalità giusta avrebbe potuto dimostrarlo anche il Napoli. Ma dalle parti di Castel Volturno hanno preso la scellerata decisione di buttarsi anima e corpo solo sul campionato come una provinciale qualsiasi.

Siamo feriti, ma siamo ancora vivi. C’è tanto da lavorare per rimuovere le macerie e ricostruire ma non siamo costretti a partire da zero. Se solo penso a quei matti che a gennaio avevano messo Manolas su un aereo per San Pietroburgo e che volevano mettere Dzeko su un altro volo per Londra. Quanto sarebbero state sciagurate quelle decisioni? Ma ve lo ricordate Di Francesco cupo in volto che non sapeva cosa rispondere alle domande insistenti dei giornalisti in ogni trasmissione? E’ stato un mese infernale per Eusebio. Un allenatore che stava vedendo la propria squadra sgretolarsi per esigenze di bilancio nel bel mezzo della stagione. Sarebbe stata una follia e l’impresa di questa sera lo ha dimostrato chiaramente.

Un Top club italiano deve comportarsi da Top club. I bilanci sono importantissimi ma il loro risanamento va gestito in parallelo al progetto sportivo. I pezzi pregiati bisogna tenerseli stretti e, se proprio c’è la necessità di fare cassa, vanno ceduti sul mercato estivo quando c’è tutto il tempo a disposizione per correre ai ripari cercando dei degni sostituti e non i primi scarti che passa il convento. Perché quello di gennaio, si sa, è il mese degli scarti. Lo meritano i tifosi e lo meritano ancor di più i nostri bravi allenatori che hanno tutto il diritto di poter impostare la stagione lavorando su un’ossatura di squadra solida e certa. Che serate come queste siano da lezione sia per chi ci considera malati terminali che per chi vorrebbe gestire i nostri club più blasonati come fossero un’Udinese qualsiasi (con tutto il rispetto per i friulani).

Stasera toccherà alla Juventus. L’impresa dei bianconeri è molto più difficile, se non altro perché dovrebbe essere compiuta lontana dalle mura amiche. Io, a scanso di equivoci, non la vedrò.  Ho la solita partita di calcio a undici del mercoledì sera. Meglio così perché magari sono davvero io che porto sfiga.

In bocca al lupo ai ragazzi di mister Allegri. Mettetecela tutta perché nulla è impossibile.

E mi porto avanti col lavoro facendo anche un grandissimo in bocca al lupo ai ragazzi di Di Francesco per la semifinale. Il bello deve ancora venire.

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