A testa in giù

Questa sera al lavoro c’era un atmosfera molto tranquilla. Pochi i clienti e telefono che non squillava mai. Ciò ci ha permesso di seguire discretamente le partite tramite il pc della reception usando le fonti solite quali diretta.it, Repubblica e ovviamente twitter. Ci siamo divertiti tantissimo. Una valanga di gol e di emozioni. Tutte insieme. Tutte in contemporanea. Occasione rarissima ormai visto lo spezzatino e le politiche imposte dal mercato dei diritti televisivi. Solo di ritorno a casa, in auto, ascoltando Radio Uno, abbiamo appreso dei comportamenti beceri di alcune curve prima dell’inizio delle gare, sia durante il riscaldamento che durante il minuto dedicato alla lettura dei brani del diario di Anna Frank.

Che le curve, perlomeno la loro parte organizzata, siano prevalentemente in mano a gruppi di fascisti lo sapevamo. Che fossero degli emeriti deficienti non è una scoperta di stasera. Ma che alla merda che c’è nelle loro teste potesse essere concesso di tracimare senza alcun argine anche in serate come queste…

Mai da ragazzino mi sarei aspettato che si potesse arrivare a tanto senza che qualcuno intervenisse seriamente. E ora che sono su quella via mezzana che dai trenta ti conduce verso i quaranta assisto incredulo ad un sistema paese impotente, incapace di rispondere. E’ l’indifferenza che manda avanti e accresce l’autostima di questi cazzoni. Ogni volta che escono fuori dal seminato e nessuno gli dice niente acquistano un po’ di forza in più. Col passare degli anni  aumenta l’arroganza e gli “uomini normali” che hanno attorno, e che cantano e fischiano insieme alle vittorie e alle sconfitte della comune squadra del cuore, cedono terreno. Non osano contraddire. Accettano in silenzio ciò che dovrebbe essere stigmatizzato prima e, nel caso, represso con la forza poi. La polizia li guarda e non fa niente perché in quella gabbia di seggiolini loro sono i padroni e possono fare e dire il cazzo che gli pare in barba alle norme previste dal nostro ordinamento in materia di apologia del fascismo.

Bene, bene, continuate pure così. La vostra stupida tracotanza mista alla passiva codardia della massa che vi circonda probabilmente vi consentirà di allargare ancor di più il vostro raggio d’azione. Magari troverete anche un capobastone che, complice lo sbando del mondo politico attuale, vi legittimerà e vi porterà fuori da quella gabbia di seggiolini a scaricare la vostra frustrazione e il vostro senso di inutilità nel sistema paese intero. Fate pure. D’altronde è già successo quasi cent’anni fa. Ma ricordate che ci sarà sempre chi vi combatterà. E ricordate che la fine è a penzoloni. Perché l’unico fascista buono è il fascista che guarda il mondo a testa in giù.

Buonanotte.

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