Una vittoria di Simone Inzaghi

Ci siamo svegliati presto presto questa mattina per guardare su Rai Replay in replica la Supercoppa. Ieri sera infatti ci eravamo persi la diretta, causa lavoro. Dopo aver letto gli articoli e i vostri commenti su twitter abbiamo capito che questa volta non era sufficiente recuperarsi gli highlights. Col fantacalcio alle porte partite come queste vanno viste integralmente se possibile.

Cosa dire? Poco rispetto a quelle che sono state le affermazioni di Allegri a fine partita. Una Lazio bella e concreta ha schiantato, al di là del punteggio e del come è maturato, una Juve pessima. Mai ci saremmo immaginati di trovare la vecchia signora in queste condizioni il 13 di agosto. La squadra che l’hanno scorso è arrivata a pochi metri dal triplete sembra un ricordo sbiadito. Cinque minuti di furia iniziale dei bianconeri che si infrangono sul muro di Strakosha, poi solo Lazio. Gli uomini di Inzaghi hanno surclassato quelli di Allegri sia per condizione fisica che per mentalità. Pur non avendo avuto occasioni a grappoli i biancocelesti, fino al raddoppio, hanno sempre tenuto il pallino del gioco relegando i bianconeri nella propria metà campo. In grande difficoltà Pjanic. Male Cuadrado, male Khedira, male Mandzukic. Non pervenuto Higuain, annullato da De Vrij. Parzialmente da assolvere la difesa orfana di un adeguato filtro di centrocampo. Qualcosina di buono da Dybala autore di alcune ottime giocate ma sempre lontanissimo dalla porta avversaria.

Le cose sono cambiate un po’ quando, dopo il secondo gol di Immobile, Allegri ha deciso di mandare in campo Douglas Costa al posto di Cuadrado. Il baricentro della Juventus si è spostato in avanti ma non vi sappiamo dire quanto questo sia dovuto all’ingresso del neo-acquisto brasiliano, autore comunque di qualche spunto interessante, o al naturale ripiegamento della Lazio a difesa del doppio vantaggio. Ma nonostante tutto, prima dei pazzi ultimi dieci minuti, pur prevalendo il possesso palla bianconero, le occasioni migliori le ha avute una Lazio compatta e cortissima pronta ad assorbire il gioco sterile degli avversari per poi ripartire velocemente in contropiede. In due casi ha dovuto metterci una pezza Buffon: prima sul solito Immobile, poi su Luis Alberto.

Nonostante gli evidenti meriti gli uomini di Simone Inzaghi hanno rischiato di vedere sfumare tutto in 10 minuti di follia. Dal paradiso all’inferno e percorso inverso nel tempo che passa tra la preparazione di una moka e il gustarsi il caffè bollente in tazza. Quello che abbiamo fatto noi mentre lo schermo del pc ci rimandava le immagini del finale. Una punizione magistrale di Dybala all’84’ e un rigore “così così” per fallo su Alex Sandro e realizzato sempre da Dybala al 91′. Ma evidentemente ieri non era serata da finire in polemiche sui rigori per la Juve, su Massa o sulla Var che non c’era e non si sa perché. Almeno così avrà deciso Lukaku che al 93′ partendo incontenibile in percussione sulla fascia sinistra arriva in fondo e mette in mezzo un pallone che Alessandro Murgia vedrà e rivedrà nei sogni che lo accompagneranno nelle notti dei prossimi mesi. Gol sotto la nord. Boato. Fine dei giochi.

Il calcio d’agosto è finito. Adesso si gioca davvero. E questa l’ha vinta Simone Inzaghi. Con buona pace di Keita.

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