Dobbiamo andare in Russia

Esiste una leggenda secondo la quale noi italiani, nei momenti di estrema difficoltà, siamo capaci di tirare fuori il meglio di noi stessi per uscirne insieme. Non è vero ovviamente. Questa boutade, che credo risalga a faccende quali la prima guerra mondiale, rimane una cosa buttata lì. Il suo scopo è più che altro consolatorio. Siamo un popolo con uno scarsissimo senso della nazione che se emerge, emerge solo nei momenti in cui le cose vanno benissimo. In quei casi corriamo tutti felici ad abbracciarci nel tentativo, sotto sotto, di prenderci un pezzettino di meriti non nostri.

La realtà è ben diversa. Qui, appena le cose cominciano ad andare storte, è un proliferare di dita puntate su tizio, caio e sempronio, di vesti che si stracciano, di gente improvvisata che sale in cattedra a pontificare. E la cosa è molto più amplificata quando si tratta di calcio. Logica imporrebbe, e chi ha calcato qualche campo lo sa benissimo, che nei momenti di difficoltà si inciti il compagno a dare di più. Lo stesso dovrebbe avvenire dagli spalti, e quando dico “spalti” mi riferisco a tutta la platea, anche a quella digitale i cui fischi virtuali ormai fanno molto più rumore nella testa dei giocatori e del mister rispetto a quelli dello stadio. Hanno persistenza e riecheggiano nel web molto più a lungo. Sono controproducenti, cecché se ne dica, e servono solo a soddisfare (?) l’ego di chi, in pantofole sul divano, deve riversare le proprie frustrazioni su un bersaglio. Insieme al resto del gregge.

Abbiamo una nazionale che sta giocando male per colpa del ct ed in parte anche forse di un parco giocatori non all’altezza del nostro nome. Eppure nel girone ha ottenuto sei vittorie, due pareggi ed una sola sconfitta. Tolto il Portogallo di Cristiano Ronaldo, non c’è una seconda che abbia fatto meglio di noi. Serbia ed Islanda, con uno score peggiore, sono addirittura in testa al proprio raggruppamento. Volete di più? Tutti logicamente vogliamo di più. Tuttavia l’unica cosa che interessa in questo momento è andare al mondiale. C’è una partita con l’Albania nella quale far risultato e poi ci sarà un doppio spareggio che, qualsiasi sarà l’avversario, rappresenterà uno scoglio difficilissimo, soprattutto dal punto di vista mentale. Cerchiamo di aiutarli questi ragazzi. Incitiamoli. Passati gli spareggi, col biglietto in tasca per Mosca (non sto a dirvi quante cose stia toccando in questo momento) ci sarà tutto il tempo per fare i processi al Ct, al modulo, a Bonucci, a Tavecchio, a chi cavolo volete voi. Ma fino a quando non avremo conquistato la qualificazione pensiamo solo a fare il tifo e lasciamo perdere tutte le altre stronzate. Please.

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