Chi è contro la Var è complice

La storia del calcio è costellata di errori arbitrali gravi che sono costati molto cari a chi li ha subiti. La storia delle qualificazioni ai mondiali non è da meno. In alcune federazioni periferiche poi, senza quattrini e governate da personaggi ben lungi dall’essere al di sopra di ogni sospetto, tali errori troppo spesso sono facilmente riconducibili a comportamenti deliberatamente fraudolenti. E’ di appena un mese fa la storica decisione della FIFA di annullare il risultato di Sudafrica-Senegal e di radiare l’arbitro George Lamptey reo di aver truccato il risultato della partita. Il motivo? Le scommesse.

Ieri l’ennesima porcata. Questa volta a subirne le nefaste conseguenze la nazionale ghanese che si è vista scippare a tempo scaduto il gol della vittoria che le avrebbe consentito di avere ancora delle chances di qualificarsi ai mondiali di Russia 2018. Che il gol non sia stato segnato da posizione di fuorigioco è chiaramente visibile anche live.

Con il Var ci saremmo risparmiati questo scempio. A noi può sembrare una situazione lontana e priva di reale interesse ma non è così. Stiamo per partecipare noi stessi a degli spareggi da dentro o fuori in cui un errore del genere potrebbe decidere nel bene o nel male le nostre sorti. Abbiamo un’ultima giornata dei gironi di qualificazioni CONMEBOL da incubo, con sei squadre (Uruguay, Cile, Colombia, Perù, Argentina e Paraguay) a giocarsi tutto in 90′. Abbiamo lo spareggio di ritorno della zona asiatica tra Australia e Siria e un Costa d’Avorio – Marocco al cardiopalma per quanto riguarda le qualificazioni CAF. Senza contare il doppio confronto tra Sudafrica e Senegal (compresa la ripetizione) anch’esso vitale per assegnare uno degli ultimi posti rimasti vacanti per il mondiale. Speriamo proceda tutto liscio, senza errori tremendi come quello che costò all’Irlanda di Trapattoni la qualificazione ai mondiali sudafricani del 2010.

Noi tifosi, tutti quanti, dobbiamo pretendere di poter assistere ad uno sport il più possibile pulito. Il 2017 deve essere ricordato negli almanacchi del calcio come l’ultimo anno senza ausilio tecnologico all’arbitraggio. La Fifa deve imporre (e supportarlo mettendoci i quattrini) l’utilizzo del Var in tutte le manifestazioni in cui sono coinvolte le nazionali maggiori e in tutti i massimi campionati nazionali. Gli arbitri devono, nel momento in cui prendono delle decisioni importanti, sapere di poter godere dell’aiuto di mezzi al passo coi tempi. Come in tutti gli altri sport. Lo stesso mezzo tecnologico deve essere un deterrente per tutti i comportamenti fraudolenti sia da parte dei direttori di gara che da parte dei giocatori stessi (pensiamo ad esempio alle simulazioni).

Tutti i dirigenti, i tesserati e i tifosi che manifestano la propria contrarietà al Var sono da ritenersi complici di questi scempi che hanno reso il calcio lo zimbello di tutti gli altri sport. Quel mondo in cui fare le cose sporche è più facile perché tanto non sorveglia nessuno. I tifosi veri pretendono partite pulite. Con buona pace di Allegri e di quei 5 minuti in più che dovrà passare in piedi a bordo campo. Gli porteremo dei pop corn.

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Abbiamo appreso della scomparsa di Aldo Biscardi poche decine di minuti dopo la pubblicazione di questo articolo. Lo dedichiamo a lui e alla sua battaglia decennale per la moviola in campo.

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