Un’interminabile notte di caroselli e festeggiamenti ha accompagnato l’uscita dallo stadio di Akbitana dei nuovi campioni di Hyboria. Corinthia, la franchigia più amata dai nostri followers di twitter, ha vinto il secondo Scudo d’Oro della sua storia a distanza di quasi quattro anni da quello conquistato nell’afosa estate del 2020, quella funestata dal Covid.
L’artefice del successo bianco-verde è Dario Cirillo, primo allenatore in carne ed ossa a conquistare il massimo alloro hyboriano.
Di seguito il racconto della giornata partendo, come al solito, dalle performance delle singole squadre.
I punteggi
La trentacinquesima “V” nera di questa settima annata se la sono portata a casa gli Ophir Golden Shields, al secondo successo stagionale.

I nero-Scudati hanno realizzato 77 punti staccando di quattro lunghezze Aquilonia, la seconda miglior squadra del week-end.
Corinthia aveva bisogno di una vittoria per conquistare lo Scudo d’Oro con una giornata d’anticipo ed evitare la pericolosa resa dei conti della settimana prossima contro i campioni in carica della Brythunia.
I bianco-verdi attendevano all’Olympic Stadium gli Smugglers.
Nel fantacalcio non bisogna mai dare nulla per scontato ma era palese che i padroni di casa partissero con tutti i favori del pronostico visto che l’unica reale freccia all’arco degli ospiti era Lautaro Martinez, in corsa per la vittoria del suo secondo Pugnale d’Oro d’Hyboria.
Il capitano di Zingara era impegnato nella gara tra Inter e Lazio che avrebbe fatto da prologo alla “festa scudetto” della Beneamata. Ma, a parte un legno colto al cinquantottesimo minuto e che ha lasciato col fiato sospeso tutti i tifosi dei Wisemen, il leader della classifica dei marcatori hyboriana non è stato capace di pungere come ci si sarebbe potuti aspettare da lui.

La prestazione senza acuti dell’argentino ha gasato l’ambiente corinthiano. I Wisemen, potendo contare su una rete di Gianluca Scamacca e su una serie di buoni voti incassati dai difensori, avevano il vento in poppa. Veleggiavano spediti verso la seconda soglia-goal casalinga. Nulla sembrava poterli più ostacolare.
La sensazione di avercela fatta si è rafforzata ulteriormente domenica sera dopo il doppio giallo rimediato dell’ex Leandro Paredes in Roma-Genoa. Zingara versava in un a condizione disastrosa: aveva un parziale di 48,5 punti e due soli giocatori ancora da impiegare.
Ma “partita finisce quando arbitro fischia“. E l’arbitro non avrebbe fischiato prima della fine di Bologna-Juventus.
I 90 minuti del Dall’Ara sono stati tra i più lunghi nella storia dei Wisemen.
Riccardo Calafiori ha tirato fuori dal cilindro una doppietta senza senso che ha riacceso le velleità di pareggio degli Smugglers e messo in apprensione tutti i tifosi bianco-verdi.

Una sua eventuale terza rete (se ne aveva fatte due, perché non aspettarsene pure un’altra?) avrebbe consentito agli ospiti di colmare il gap con i padroni di casa e di bloccarli sul 2-2.
Ma quell’improbabile terzo bonus-goal poi non è arrivato e sugli spalti dell’Olympic Stadium è potuta partire la festa per uno storico 2-1 che vale lo Scudo d’Oro.

Uno Scudo d’Oro che farà da prologo (come vedremo più avanti) ad un fantastico triplete che assumerà i canoni dell’ufficialità la settimana prossima quando avremo le graduatorie definitive della Coppa e della Supercoppa di Lega.
Alla fine, oltretutto, l’apprensione vissuta dai tifosi di Corinthia durante la sfida tra Bologna e Juventus si rivelata del tutto superflua.
Brythunia, inizialmente accreditata di un successo di misura sul campo di Argos, ha mancato la prima soglia-goal di solo mezzo punto, finendo per pareggiare 0-0.

I Barbudos avevano bisogno di battere i Mariners sperando che Corinthia non facesse la stessa cosa contro gli Smugglers.
La rete di Romelu Lukaku, propiziata da un assist del compagno di squadra Stephan El Shaarawy, sembrava condurre verso lo 0-1.

Ma vari malus e, paradossalmente, il cartellino giallo rimediato proprio dall’attaccante belga, reo di essersi tolto la divisa dopo il goal segnato contro il Genoa, hanno fatto fermare i pallottoliere giallo-nero a quota 66,5.
Un epilogo “fantozziano” per i campioni in carica che hanno dovuto alzare bandiera bianca ancor prima di scoprire com’era finita la partita dell’Olympic di Akbitana.
Le speranze di conquistare di nuovo il titolo, per Brythunia, si erano ridotte al lumicino. Nessuna squadra ha mai vinto lo Scudo d’Oro d’Hyboria per due stagioni consecutive e quest’impresa non riuscirà neanche a loro.
Ma il campionato non è affatto terminato ed ora, a novanta minuti dalla fine della stagione, i Barbudos rischiano di perdere anche il secondo posto.
Nemedia è riuscita, infatti, ad espugnare in rimonta il campo della Stygia e si è portata a soli due punti di distanza dai giallo-neri.

Gli Ophidians erano passati in vantaggio grazie all’ex Gianluca Lapadula (subentrato ad Ademola Lookman) che aveva trasformato un calcio di rigore nei minuti di recupero di Sassuolo-Cagliari.
I Dragoni hanno poi trovato in Michael Folorunsho l’uomo della provvidenza.

L’italo-nigeriano dell’Hellas Verona ha regalato ai rosso-neri un bonus-goal prezioso che, unito agli ottimi voti ottenuti dalla difesa (Alberto Dossena è stato il migliore perché, oltre ad un ottimo 7 in pagella, ha confezionato pure un assist) sono riusciti a centrare la seconda fascia-goal da trasferta vincendo per 1-2.
Questa vittoria ha consentito a Luca Pellegrini e compagni di blindare la terza posizione, resa ormai irraggiungibile ai rivali Crociati.
Nonostante il successo per 0-2 ottenuto in scioltezza sul campo di Zamora grazie alle reti di Charles De Ketelaere e di Walid Cheddira, infatti, Aquilonia non potrà ambire a nulla di meglio del quarto posto.

I bianco-rossi sono rimasti a tre punti di distanza dei Dragoni e, avendo il computo degli scontri diretti sfavore, non potranno scavalcarli neanche se dovessero appaiarli.
L’ultima gara in programma in questo week-end era quella della Korshemish Arena tra Koth ed Ophir.
La partita non aveva nulla da dire e forse, proprio per questo, è risultata la più spettacolare.
Gli ospiti se la sono aggiudicata con un rocambolesco 2-3 firmato da Ismail Bennacer, Ricardo Rodriguez e Kvicha Kvaratskhelia.

Per i padroni di casa erano andati in goal Amir Rrahmani ed Ivan Ilic.
Grazie a questi tre punti i Golden Shields hanno staccato gli Steelers issandosi al sesto posto.
Corinthia e Nemedia hanno realizzato il medesimo punteggio. Di conseguenza il distacco tra le due squadre è rimasto identico.
I 55 punti di distacco non lasciano dubbi. Domenica prossima i Wisemen vinceranno la terza volta consecutiva l’Elmo d’Oro mentre i Dragoni dovranno accontentarsi dell’Elmo d’Argento che rappresenterà, comunque, il miglior risultato di sempre della franchigia rosso-nera in questa competizione.

Il terzo posto vedrà duellare Aquilonia ed Argos fino all’ultimo minuto di questa stagione.
Il tracollo dei Mariners ha permesso ai Crusaders di scavalcarli. Se vorranno portare a casa l’Elmo di Bronzo, nei 90 minuti che rimangono, Giovanni Di Lorenzo e i suoi compagni di squadra dovranno difendere con i denti i 9 punti di vantaggio che hanno sulla squadra capitanata da Matteo Pessina.
Anche la Supercoppa sarà appannaggio dei Wisemen, autentici cannibali in questa stagione.
E’ impensabile che Aquilonia, in un solo turno, possa recuperare nove punti e mezzo a Corinthia. Servirebbe un prestazione vicina ai 100 punti nel prossimo turno. E potrebbe anche non bastare.

I Crusaders, anzi, dovranno guardarsi alle spalle perché il vantaggio sulla Nemedia è rimasto di sole due lunghezze ed in caso di arrivo a pari merito sarebbero i rivali a prevalere.
Le prime posizioni della classifica dei marcatori sono rimaste congelate.
Lautaro Martinez, detentore del Pugnale d’Oro d’Hyboria, ha ancora tre goals di vantaggio nei confronti di Dusan Vlaohvic. Per l’argentino si profila un nuovo successo.

La corsa al Pugnale d’Argento rimane, invece, apertissima. Vedremo se il turnover inciderà in maniera determinante nell’ultimo turno che rimane da giocare.
Due sono state le marcature extra che abbiamo potuto assegnare in questa penultima giornata di campionato. Sono andate da Alberto Dossena dei Nemedia Red Dragons e ad Hassane Kamara dei Corinthia Wisemen.
Due sono state anche le reti che non abbiamo potuto convertire in marcature utili per la nostra graduatorie: quella di Romelu Lukaku ed una delle due messe a segno di Riccardo Calafiori.
La prossima giornata
Quella tra Brythunia e Corinthia avrebbe potuto essere la sfida decisiva per l’attribuzione del titolo ma i Wisemen sono riusciti a chiudere i giochi in anticipo e la sfida del Monumental rappresenterà meramente il simbolico passaggio di consegne tra le due franchigie giunte a posizioni invertite nella scorsa stagione.
I padroni di casa (che saranno privi dello squalificato Romelu Lukaku), tuttavia, avranno bisogno di conquistare almeno un punto per avere la certezza matematica di conquistare lo Scudo d’Argento.

Scudo d’Argento che proverà a contendergli la Nemedia, chiamata a vincere sul difficile campo di Ophir e a sperare che i Barbudos perdano contro i neo-campioni corinthiani.
Zamora–Argos e Aquilonia–Stygia rappresenteranno plasticamente la sfida a distanza tra Mariners e Crusaders per l’Elmo di Bronzo.
Il quadro degli incontri della trentaseiesima giornata sarà completato da Zingara–Koth, partita che metterà in palio punti preziosi per evitare l’ultima posizione in classifica.
E con i risultati della trentacinquesima giornata è tutto.
Vi lascio al consueto file excell con tutti i risultati nel dettaglio.

Ci sentiamo su twitter.
