Anche questa sesta edizione dell’Hyboria League è giunta al termine e non mi nascondo dietro ad un dito: è stata, per me, una stagione molto complicata.
Le bizze di un calendario stravolto dal mondiale in Qatar, gli impegni lavorativi amplificati a dismisura, la vecchiaia che avanza inesorabile (quest’anno ne ho fatti quaranta). Eppure mi sono divertito tantissimo.
Merito soprattutto di Dario che ha gestito in maniera impeccabile i suoi Corinthia Wisemen e che è riuscito a portare a casa un meritato Elmo d’Oro, confermando i bianco-verdi ai vertici di questo nostro pazzo fantacalcio.
La formula pensata nel lontano 2017 continua a funzionare. Brythunia è stata la quinta vincitrice differente in sei stagioni.
La consideravo una squadra competitiva ma non mi sarei aspettato un loro successo così netto.
I Barbudos hanno conquistato, contro ogni pronostico, il primo Scudo d’Oro della loro storia conservando ininterrottamente la prima posizione per tutte e trentasei le giornate di campionato. Non era mai accaduto nella storia del nostro fantacalcio.
Smalling compagni sono riusciti a sfruttare egregiamente i primi quattro doppi turni d’apertura incamerando ben 20 punti in otto giornate. Poi hanno continuato poi ad amministrare il vantaggio acquisito con prestazioni di sostanza alternate a qualche piccolo colpo di fortuna.

Pur non essendo stata la franchigia più performante in assoluto (quel ruolo è stato ancora una volta appannaggio dei Wisemen), Brythunia ha meritato questo titolo dimostrando una costanza senza eguali dall’inizio alla fine del campionato.
Solidi in ogni loro componente, quando gli attaccanti stentavano i giallo-neri hanno potuto contare sui bonus e sui voti di tutti gli altri reparti. A differenza di quelli vinti dai loro predecessori, infatti, il ricordo di questo primo Scudo d’Oro dei Barbudos non sarà legato al nome di un goledor in particolare, bensì a quello di una rosa competitiva in ogni zona del campo.
In porta Meret e Maignan hanno garantito grandi parate, ottimi voti e tanti cleansheet.

In difesa il capitano Chris Smalling ha dettato legge, dirigendo un’orchestra perfetta composta di un sapiente mix di veterani (encomiabile la stagione del veterano Rafael Toloi) e giovani.
Il centrocampo titolare ha performato oltre ogni immaginazione. Anguissa, Barella e De Roon hanno portato in dote ai giallo-neri una quantità impressionante di minutaggio, goals e ottime pagelle. Senza contare tutto il potenziale non sfruttato di Antonio Candreva, chiuso sulla trequarti da scelte di modulo non sempre felicissime.

In attacco è risultata determinante la crescita di Rafael Leao che ha raccolto il testimone di Marko Arnautovic (assente per gran parte della nostra stagione) quale uomo-goal della franchigia.
Gli unici bug di questa macchina quasi perfetta sono stati l’addio di Zaniolo e il flop di De Keteleare.

L’ex romanista, che avrebbe dovuto diventare l’erede dell’idolo Edin Dzeko nel cuore dei tifosi giallo-neri, ha lasciato tutti di sasso, salutando la squadra a febbraio. E pure a sorteggi chiusi, senza lasciare neanche la possibilità di essere sostituito.
Il belga ha pagato lo scotto dell’esordio in Serie A e della stagione schizofrenica del Milan mostrandosi sempre appannato quando chiamato in causa.
La squadra più performante in assoluto, come già anticipato, è stata Corinthia.
Per il secondo anno consecutivo i bianco-verdi hanno vinto l’Elmo d’Oro di Hyboria, trofeo che spetta alla franchigia che, durante l’arco di tutta la stagione, riesce a raccogliere più punti-voto.
Brillantemente guidati dal nostro amico Dario Cirillo, vincitore della quarta edizione del concorso “I Want You”, i Wisemen sono stati gli unici veri rivali di Brythunia. A primavera, per qualche giornata, hanno addirittura accarezzato il sogno di un sorpasso che poi, però, non è mai arrivato.
Corinthia era (eccezion fatta per i portieri) la squadra più forte. Ma il suo campionato è stato condizionato pesantemente dai lunghi infortuni che, di volta in volta, hanno fermato i suoi migliori giocatori.

A turno sono mancati Osimhen, Dybala, Zapata, Berardi, Di Maria, Chiesa. Tutti i gioiellini dell’attacco hanno saltato un discreto numero di partite. Era francamente impossibile fare di meglio in queste condizioni.
Il mister, che proprio oggi mi ha confermato l’intenzione di continuare la sua avventura alla guida dei bianco-verdi anche nella prossima 2023-2024, potrà contare di nuovo su una grande rosa. Almeno a giudicare dai primi rumors di mercato. Non credo, infatti, che il capitano Milinkovic-Savic cambierà squadra. Sono otto anni che a giugno si fanno i titoloni sui giornali e poi non succede mai niente.
Corinthia rimarrà una delle tre favorite anche nel campionato che verrà.
Discorso a parte meritano i campioni di Ophir, autori di una stagione non all’altezza delle aspettative.
Nelle previsioni Golden Shields avrebbero dovuto difendere il titolo dall’assalto di Corinthia (io ci mettevo pure la Nemedia, ma vabbè…) ed invece sono partiti subito malissimo compromettendo ogni chance di confermarsi al vertice della nostra Lega.
I tesseramenti premio di Kvaratskhelia, Barak e Lukaku avrebbero dovuto rinforzare ulteriormente una squadra già forte ma qualcosa è andato storto. Il ceco ed il belga hanno disputato una prima parte di stagione molto al di sotto delle aspettative. Il secondo, in particolare, ha saltato un gran numero di partite prima del mondiale ed è riuscito a tornare al goal con regolarità solo a fine aprile.

Il georgiano è stato l’unico dei neo-acquisti a prendersi la scena. Con la sua travolgente verve ha tenuto a galla i Nero-Scudati consentendogli di arrivare allo sprint finale con un bottino di punti sufficiente a poter dare l’assalto alle posizioni più basse del podio.

Una nota di merito va a Ciro Immobile e Olivier Giroud che, nonostante i numerosi acciacchi e l’età (soprattutto il francese), hanno fatto il loro dovere.
La più grande delusione è stata sicuramente la Nemedia.
Tutti s’attendevano la definitiva consacrazione di Dusan Vlahovic ma il serbo ha deluso tantissimo finendo per realizzare più o meno lo stesso numero di reti di Arek Milik, tornato nel nostro fantacalcio per essere la sua riserva e finito, molto spesso, ad essere l’unica speranza dei rosso-neri.

Il marcatore migliore dei rosso-neri, unico ad andare in doppia cifra, è stato Mbala Nzola. Ma il franco-angolano, da solo, non poteva mettersi sulle spalle le sorti di una franchigia partita per competere per le primissime posizioni e giunta miseramente ottava.

Il futuro dei Dragoni non è per niente roseo. Il destino di Vlahovic e Milik è legato alla ristrutturazione che ci sarà in casa Juve. Nzola stesso, per un beffardo scherzo del destino, sarà costretto a salutare la squadra a fronte della retrocessione dello Spezia in Serie B, seguendo il destino che già diverse settimane prima era toccato a Dessers.
E pure in difesa non arrivano buone notizie visto il quasi certo trasferimento del coreano Kim al Bayern di Monaco.
Zingara e Koth avevano tutte le carte in regola per competere a buon livello e per una parte consistente della stagione lo hanno fatto. Sia gli Smugglers che gli Steelers hanno concorso per la terza posizione. I grigio-azzurri hanno ammainato bandiera bianca a poche giornate dalla fine. Gli arancio-neri ci hanno provato fino all’ultimo giro di lancette e sono stati costretti a cederla solo ad Ophir solo per il peggior piazzamento negli scontri diretti.
Entrambe hanno una buona base dalla quale ripartire ma dovranno fare affidamento, solo ed esclusivamente, alla bontà delle urne dei prossimi sorteggi perché le rose hanno un gran bisogno di essere rinforzate nei loro punti deboli (per gli Smugglers la difesa, per gli Steelers l’attacco).
Aquilonia e Zamora sono state le uniche due squadre a riuscire a strappare un piazzamento a podio (in Supercoppa) eludendo la feroce dittatura che Brythunia, Corinthia ed Ophir hanno imposto al nostro fantacalcio nelle ultime due stagioni.
Quello degli Snatchers è un processo di crescita molto lento e costante. I bianco-neri hanno allestito una buona squadra fino alla mediana. Gli ultimi tasselli mancano in attacco ma, adesso, il rischio è che anche quelle poche certezze che erano a disposizione nel reparto avanzato vadano a perdersi. E’ il caso di Brahim Diaz, non riscattato da Milan e, di conseguenza, destinato a lasciare i compagni prima del previsto.

Il discorso di Aquilonia è completamente diverso. Questo sussulto d’orgoglio dei Crusaders, costruitosi soprattutto sulle parate di Szczesny, sulla stagione incredibile del capitano Di Lorenzo e sull’affidabilità della difesa, non può nascondere lo stato di crisi profonda in cui versa la squadra. Gli addii di Ibrahimovic e Quagliarella segnano la fine di un’epoca che era al tramonto già da tantissimo tempo. Le incertezze dei loro sostituti designati, Abraham e Pinamonti, non permettono di aprire un nuovo capitolo nella saga della franchigia più blasonata del nostro fantacalcio.

Il futuro è ancora molto nuvoloso sui cieli di Tarantia.
I prossimi due mesi, prima delle vacanze di fine agosto, saranno destinati alla preparazione di tutto ciò che serve perché parta la prossima stagione. Calendari, immagini di copertina, griglie dei sorteggi.
Partiremo sicuramente dopo la prima pausa nazionali prevista per il 10 settembre e questo, molto probabilmente, comporterà una partenza doppia con prima e seconda giornata giocate nello stesso week-end.
Vi aggiornerò nelle prossime settiamane.
